F.I.P.S.A.S.


Cenni sulla storia e la filosofia della metodologia didattica della F.I.P.S.A.S. –

di Bernardo Catania.

Tra la fine degli anni ’30 e l’inizio degli anni ’50, a cavallo del secondo conflitto mondiale, sulla scia delle notizie ed esibizioni di pescatori dei mari del sud del mondo e dei brevetti industriali da esse spesso ispirati, ha inizio la storia della subacquea moderna in Europa.
I perfezionamenti apportati alle conoscenze tecniche, a seguito dell’utilizzo di natura militare dei primi apparecchi a circuito chiuso, danno un ulteriore impulso all’industria, che puo’ immettere sul mercato apparecchi per la respirazione subacquea autonoma a circuito aperto che usano aria compressa e che prevedono quindi una più semplice utilizzazione.
Con queste novità, il desiderio di tanti di scoprire il “nuovo” mondo sottomarino comincia ad avere gli strumenti (più o meno facili da utilizzare) per iniziarne l’esplorazione. La posizione geografica dell’Italia, l’estensione e la bellezza delle nostre coste, la radici marinare di tanta della nostra gente e l’entusiasmo di pionieri come D. Marcante e L. Ferraro fanno il resto nella diffusione della attività subacquea in Italia.
Comincia così la storia dello sport subacqueo in Italia e con essa quella della metodologia didattica della F.I.P.S.A.S. (allora semplicemente F.I.P.S.) che nel bene e nel male può considerarsi la madre di tutte le tecniche didattiche subacquee nostrane, utilizzate anche all’interno di altre organizzazioni nate negli anni successivi.

Comincia così la storia dello sport subacqueo in Italia e con essa quella della metodologia didattica della F.I.P.S.A.S. (allora semplicemente F.I.P.S.) che nel bene e nel male può considerarsi la madre di tutte le tecniche didattiche subacquee nostrane, utilizzate anche all’interno di altre organizzazioni nate negli anni successivi.

L’approccio metodologico da essa definito ha inoltre contribuito notevolmente allo sviluppo della attività subacquea anche negli altri paesi europei con il supporto dato negli anni alla C.M.A.S. in qualità di socio fondatore ed animatore.

Le radici del metodo didattico

La risposta a questo desiderio di scoperta del mondo sottomarino, sia esso esplorato in apnea o con sistemi di respirazione autonoma, sono le prime manifestazioni agonistiche e i primi corsi per l’insegnamento dell’immersione turistica che la F.I.P.S. organizza tra il 1948 e il 1949.

A questi si aggiungono e si sovrappongono gli studi e le conoscenze che nel corso degli anni sono state sviluppate sulla base delle esperienze, non sempre prive di incidenti di “percorso” (anzi a volte accompagnate purtroppo, da eventi luttuosi), che mettono in evidenza aspetti fino allora sconosciuti della psicologia e della fisiologia della attività subacquea, facendone emergere la sua specificità. Questa diventa tanto più importante quando e’ legata alla incolumità del sommozzatore, cioè di un uomo terrestre che svolge una attività sportiva in un ambiente che pur attraendolo non e’ il suo habitat naturale.

Allora lo sforzo più importante si orienta a definire le caratteristiche psicologiche e comportamentali che l’atleta deve avere (o meglio acquisire), perché la sua incolumità sia comunque preservata anche nello svolgimento di una attività fisica che può anche essere particolarmente faticosa.

L’acquaticità di superficie e subacquea diventa così lo strumento di sicurezza più importante nella formazione dell’atleta che affronta l’immersione con l’autorespiratore e ancora di più in apnea.

Inoltre, nello sforzo di preservazione della incolumità dell’uomo in immersione, la definizione di limiti alla sua attività ha assunto un aspetto importante ed e’ stato raggiunto spesso pagando il caro prezzo della ignoranza della scienza medica su un argomento così nuovo e inesplorato.

Quindi un altro mezzo per garantire la sicurezza dell’atleta che pratica l’attività subacquea diventa il condizionamento fisico e mentale, a limiti che sono determinati nei diversi casi dalla preparazione, dalla esperienza del soggetto o ancora, imposti da problemi di natura fisiologica.

La formazione dell’uomo subacqueo

La determinazione degli obiettivi verso i quali il lavoro del didatta si doveva muovere e’ stato un tutt’uno, sopratutto tra la fine degli anni ’50 e gli anni ’70, con la pratica della attivita’ didattica al più alto livello, sviluppata da uomini che hanno dedicato molta parte della propria vita e della propria intelligenza, alla definizione e all’affinamento delle tecniche e degli esercizi attraverso i quali si potesse ottenere il condizionamento dell’uomo terrestre e svilupparne una adeguata acquaticità tale da poterne garantire la sicurezza.

Questo sforzo e’ stato profuso successivamente in un continuo aggiustamento ed aggiornamento degli esercizi che tiene conto della diffusione di attrezzature tecnologicamente più avanzate e del diverso livello culturale e di preparazione fisica di coloro che oggi praticano l’attività subacquea o che si avvicinano ad essa.

Conclusioni

L’enorme lavoro pionieristico di definizione del sistema didattico svolto da Duilio Marcante e dai sui collaboratori ha consentito alla F.I.P.S.A.S. di avere oggi un metodo didattico provato che consente all’istruttore di formare nell’allievo, attraverso lo sviluppo della sua acquaticità, quella mentalità subacquea necessaria alla sua sicurezza.

Il percorso didattico attraverso il quale l’istruttore conduce l’allievo, e’ si cambiato in molte delle sue componenti tecniche per via dei necessari aggiornamenti tecnologici e culturali, ma assume una ancor più grande validità nella filosofia e nella lungimiranza degli obiettivi. Inoltre strumenti didattici come le tecniche componenti continuano ad avere un valido motivo di essere nella valutazione e nella correzione dei comportamenti in acqua dell’allievo.

Il contributo di aggiornamento che attraverso la commissione didattica nazionale e le Scuole Federali viene continuamente dato agli istruttori che lavorano nelle società può e deve diventare sempre più intenso per consentire a una fetta sempre più ampia e sempre meglio preparata di appassionati di avvicinarsi alla attività subacquea e di praticarla in sicurezza.