Ventotene – Giuseppina racconta…


VentoteneLa giornata in ospedale e’ finita , stanca , con la testa confusa me ne ritorno a casa e mi avvio verso la mia camera ;li’ vicino al letto ritrovo la valigia pronta per la partenza del giorno dopo: destinazione Ventotene.

Improvvisamente la stanchezza e la confusione mentale svaniscono per lasciare il posto ad una sensazione forte, una emozione intensa, infantile: gia’ Ventotene!
Me ne ero dimenticata quasi negli ultimi giorni frenetici dell’ospedale , ma ora con le pinne che spuntano dalla borsa, gli asciugamani da mare appoggiati sul letto ….

La sveglia suona alle 4,30 del mattino, velocemente chiudo i bagagli, mi preparo, affacciandomi piu’ volte alla finestra, in attesa della mia compagna di viaggio che mi deve raggiungere per partire verso questa nuova avventura. E’ una strana frenesia quella che ci accompagna per tutto il viaggio, fino a Formia dove ci attende il traghetto e tutto il resto della compagnia . La traversata in pieno sole sembra durare pochissimo, in aria si percepisce uno stato di agitazione , allegria , curiosita’, che aleggiano su tutto il gruppo di subacquei. L’isola emerge dal mare in tutta la sua bellezza selvaggia, nella sua semplicita’ non ancora contaminata dal turismo di massa, quasi una “ fata” solitaria dall’abito di velo azzurro, trasparente , cristallino. Il tempo scorre con una velocita’ incredibile : posiamo i bagagli, un rapido spuntino e giu’ al centro diving a litigare con la muta che non vuole lasciarsi indossare( siamo tutti troppo inesperti ancora!) , e poi via sul gommone verso la nostra prima meta: Punta Pascone.Ultime istruzioni e raccomandazioni prima di tuffarci in uno specchio di acqua limpida, che si infrange sulle rocce laviche a picco sul mare. Mi sento strana, il cuore batte forte, sempre piu’ forte, fino quasi ad una sensazione di disagio, di paura. Mauro,uno dei nostri istruttori da’ il segnale : tutti giu’. Devo scendere lentamente, provare se riesco a compensare in modo adeguato… mi daranno fastidio le mie orecchie? Mi ritrovo aggrappata alla roccia, in una discesa ridicola ed impacciata fino a che non mi guardo intorno e scopro quel mondo marino silenzioso ma pieno di vita: le mani si staccano dalla roccia e gli occhi si riempiono di pesci, fondale, dei miei compagni che “volano” sottacqua. Incredibile!! Non avrei mai immaginato una cosa simile! Il mondo quotidiano, le abitudini, i pensieri di tutti i giorni svaniscono, perdono il loro valore qui sotto. Tutto gira al rallentatore senza fastidiosi rumori, voci sgradevoli, sirene o quanto altro ci accompagna come sottofondo nella citta’ . Non vorrei piu’ riemergere. Ma al segnale prestabilito tutti fuori. Si ritorna al porto e ci si riunisce poi vicino alla spiaggia per scambiare le impressioni ed ascoltare i consigli dei nostri istruttori. Il sole e’ ancora alto, e noi lo godiamo in pieno, seduti o distesi su di una spianata di roccia nera , calda, degradante verso il mare, in compagnia di gabbiani che volano alto emettendo il loro caratteristico verso. Sembra di essere tornati agli anni della gioventu’ quando al mare d’estate si formavano gruppi di giovani , amici, uniti dal comune scopo di stare insieme e programmare le giornate delle vacanze. Sensazione per me ormai persa da anni, caduta nel dimenticatoio , quasi cancellata dalle esperienze negative vissute . Ma qui il tempo sembra aver fatto marcia indietro, e questa atmosfera del” gruppo” e’ ancora viva , spontanea, sincera e di una semplicita’ sconcertante. Sono felice.

La seconda giornata a Ventotene inizia presto, con una abbondante colazione in albergo e la prima immersione in un posto chiamato Le Sconciglie: anche qui acqua limpida e trasparente, leggermente mossa da una corrente di superficie. Mauro e Fabrizio ci spiegano ancora una volta e con grande pazienza quello che dobbiamo fare senza trascurare anche cio’ che vedremo durante questa immersione: c’e’ un arco qui sotto, pieno di vita vegetale ed animale. Oggi ci sembre di avere una migliore dimestichezza con l’attrezzatura, anche se siamo ancora lontani dall’ottenere un comportamento per cosi’ dire “sciolto”. Ma appena si pensa di non aver tralasciato nulla nella propria attrezzatura, ecco ci si dimentica facilmente una parte della stessa, cosi’ mi accorgo di non aver indossato la zavorra, e per giunta la mia maschera si mette a fare i capricci e si appanna in continuazione. Che casino! E che pazienza ci vuole per venirci subito ad aiutare e risolvere il problema! I nostri istruttori ci controllano con molta attenzione e si organizzano cosi’ velocemente fra di loro che in pochi secondi mi trovo accanto Mauro, pronto con la zavorra in mano che mi aiuta anche con la maschera ; purtroppo siamo rimasti fuori dal gruppo, ma questo non ci impedisce di scendere in profondita’ e goderci ugualmente la seconda immersione. E’ rassicurante essere tenute per mano ed accompagnate mentre la torcia illumina la parete rocciosa dove si nascondono pesci coloratissimi, spirografi , molluschi colorati. Purtroppo il tempo non consente di poter passare sotto il famoso arco e quindi risaliamo per raggiungere il gruppo in superficie. Alla riunione che si tiene dopo l’immersione ancora consigli, qualche appunto , qualche rimprovero e le spiegazioni per la immersione del pomeriggio: destinazione Molo 4 dell’isoletta di S. Stefano.
S.Stefano , di fronte a Ventotene, ha ospitato un imponente carcere ormai abbandonato, non ha abitanti, ed e’ una meta molto frequentata dai sub. Il molo 4 e’ uno degli approdi all’isola, con un fondale rappresentato da una frana di massi nel mare aperto, non e’ possibile vederne il fondo profondo e rappresenta un tipo di immersione diversa, piu’ difficile ,anche per la sensazione di vuoto sotto di noi. Anche qui il mondo ovattato del mare nasconde una grande quantita’ di pesci, molluschi e vegetali dai piu’ disparati colori. Senza dubbio ci vuole un occhio ben attento ed allenato per indiduare le varie forme di vita e molti di noi sono impegnati soprattutto a mantenere un adeguato “assetto” in una situazione nuova . Ma al rientro, stanchi e felici, non vediamo l’ora di riunirci per scambiarci le nostre sensazioni ed ascoltare ancora i preziosi suggerimenti dei nostri istruttori. Solo alla sera, dopo una saporita cena a base di pesce, ci rendiamo conto che la nostra vacanza sta finendo e ben presto ci ritroveremo a vivere le solite giornate e la solita vita della citta’!!

L’ultimo giorno sull’isola sembra volare, anche se l’immersione del mattino,nuovamente alle Sconciglie, e’ stata quella piu’ goduta , la paura e’ stata superata, abbiamo piu’ confidenza con la muta e l’attrezzatura in genere, mentre sottacqua gli occhi ricercano i pesci , le creature magiche come gli spirografi od i molluschi dai colori brillanti, godono della presenza dei piccoli barracuda e stupiscono dell’incontro con sua maesta’ il polpo, dalle sinuose movenze che si lascia accarezzare come un gatto di casa. Si passa nuovamente sotto l’arco, si individuano altre specie di pesci e molluschi e questa volta anche noi principianti riusciamo a muoverci senza danneggiare nulla di tutto quel prezioso mondo che ci circonda. Ogni immersione sembra sempre troppo breve , ed il segnale di risalita oggi e’ piu’ triste, perche’ il sogno di questi tre giorni sta finendo. Il gommone rientra al molo romano, vola su quell’acqua cristallina, e gli spruzzi freddi sembrano il saluto del mare. A terra ci togliamo le mute , prepariamo il borsone della attrezzatura per il rientro …. Ci restano solo poche ore per godere di questa isola ancora un poco, per girare il piccolo paese , ber qualcosa di fresco godendo del sole , dei gabbiani e del mare scintillante . Poi, dal traghetto, vediamo allontanarsi quell’angolo di pace e tranquillita’ , mentre ancora una volta cerchiamo di stare tutti insieme, riuniti dalle nostre belle esperienze , dai nostri racconti, progettando di poter tornare sull’isola in quel piccolo albergo, semplice ed ospitale, senza pretese , a picco su di un mare che sentiamo come un nostro nuovo amico.